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Una coppia di mattacchioni vi invita a casa loro... Provate a dire di no!

mercoledì 15 luglio 2015

Il Formichiere


Scena 1
Lui e lei sono distesi su due sdraio, nel giardino di casa. A terra, in mezzo a loro, una bottiglia di vino mezza vuota.
LUI: Guardala come riposa, sembra una lucertola al sole. Anzi, una lucertolona.
LEI (apre un occhio): Ti ho sentito sai? Lasciami dormire in pace, mio caro barbagianni. (lo richiude)
LUI (prende un libro da terra): Mi ha stancato questo stupido giallo, non c’è nessuna suspence.
LEI (si agita e scoppia a ridere): Aiuto! Aiuto! Venite a prenderlo! Sta tentando di ammazzarmi! Mettetelo in galera! Sempre la solita storia. Non ci sono più i gialli di una volta, Agatha Christie, Sherlock Holmes... Non iniziare, ti prego.
LUI: È così. La tua pazienza con me sta migliorando.
LEI: Non iniziare, mio adorato maritino.

LUI: Non riesco a lasciare un libro a metà.
LEI: Peggio per te. Ora lasciami perdere conoscenza, non ho voglia delle solite guerriglie. Questo caldo mi sta annientando e non riuscirei a sopportare anche il tuo sarcasmo, non dopo il pranzo domenicale con tua madre. Prima o poi compro dei fuochi d’artificio e quando se ne va, facciamo festa come a ferragosto!
LUI: Oggi mia madre stava bene, non è vero?
LEI: Oh certo, sta benone! Con quei due occhi da matta cerchiati di scuro, quei capelli sistemati come una palla da bowling e il solito odio nei miei confronti… sì, direi che sta benone.
LUI: Sei impietosa con lei.
LEI: Prima o poi quella crostata di pesche quando me la porge con quell’espressione che mi ricorda un formichiere, la prendo e la faccio volare fuori dalla finestra, direttamente in giardino. Sembra che lo faccia apposta, Santo Dio, me la deve dare in mano a tutti i costi! Finché non l’ho presa in mano, non si muove, non va avanti nella sua vita di vecchia odiosa e dispettosa. Appoggiala sul tavolo o sulla credenza o dove diavolo ti pare! Perché se ne sta lì impalata finché non l’ho presa in mano? Mi provoca, è fuori di dubbio.
LUI: La vostra è una guerra perpetua. Per una volta non potresti dimostrare al mondo che nuore e suocere possono andare d’accordo?
LEI: Proprio io devo andare contro gli stereotipi del mondo? Già faccio tanta fatica con te. E poi se fosse una donna posata, pia, tranquilla, lo farei. Sfiderei anche il mondo.
LUI: Cosa mai ti ha fatto?
LEI: No, ti prego non cominciamo la solita lagna. E tu, caro il mio figlioccio medio italiano, non potresti sfatare questo stereotipo dei figli che stravedono per la mammina e la difendono sempre e comunque?
LUI: Lasciamo perdere. Cosa voleva Marina al telefono, prima?
LEI: Lei e Gianni ci hanno invitati stasera da loro per una cenetta.
LUI: Dimmi che non gli hai detto di sì.
LEI: Certo che ho detto di sì. C’è qualche problema, caro il mio furetto?
LUI: Lo sai che la domenica mi piace starmene a casa a riposarmi, dannazione. Quei due non li posso vedere. Lui che mi guarda tutto il tempo con sospetto perché non mi piace il calcio e sembra che non possa fidarsi di me. Lei con quei fiocchi attorno ai bicchieri e tutte quelle smancerie…
LEI: Cosa credi? Anch’io non li posso sopportare. Quando voi ve ne state in giardino a bervi la vostra stramaledetta birretta, Marina mi vomita addosso un mare di scemenze sui figli e sull’asilo di questo e sulla merenda di quell’altro che quasi avrei voglia di trasformarmi all’istante in una mensola della cucina per caderle in testa.
LUI: Allora perché ci andiamo?
LEI: Per fare passare il tempo.
LUI: Cosa?
LEI: Sì, per fare qualcosa di diverso. Qui a casa con te tutto il giorno mi sembra di starmene chiusa dentro una bara.
LUI: No, ti prego, non appellarti al mio Ego in questo modo così smaccatamente ruffiano. Potrei montarmi la testa.
LEI: Quanto sei divertente. Lo sai, non siamo una coppia bene assortita.
LUI: Allora perché stiamo ancora insieme? Figli non ne abbiamo.
LEI (chiude gli occhi e si gira dall’altra parte): Lasciami dormire un po’.
LUI: Certo tu non sei ordinata come Marina. In quella cucina c’è un ordine impeccabile.
LEI (prende una ciabatta da terra e gliela tira, lui riesce a schivarla): Sistematela tu, la cucina se così non va bene. Lo sapevi che non ero una donna di casa. Sono una donna moderna, io.
LUI: Sì, sì, proprio moderna.
LEI: Taci. Un furetto figlio di un formichiere! Che ridere! (ride sguaiatamente)

Scena 2
Rientrano a casa, dopo la cena.
LUI (accende la luce): Peggio del solito.
LEI (si toglie le scarpe e le lancia a casaccio): Che topaia! (ride) Non posso darti torto. Quando ha raccontato quella storia della pasta di zucchero, come si fa, quanto miele e quanto albume… avrei preso il cestello del ghiaccio e glielo avrei svuotato in testa.
LUI: E quei bambini…Non li sopporto.
LEI: Almeno finché c’erano loro, erano impegnati a dargli da mangiare e non parlavano. Quando sono andati a dormire non avevamo più scampo, tra l’uncinetto di lei e quegli stupidi aneddoti di lui.
LUI: Chissà perché ci invitano. Non si accorgono delle tue facce?
LEI: E delle tue? No, non si accorgono di nulla. Come la maggior parte delle persone.
LUI: Siamo due cinici, schifosi avanzi di esseri umani in decomposizione.
LEI: Parla per te. Nel tuo caso sono d’accordo.
LUI: Non tolleriamo nulla. Cos’abbiamo addosso?
LEI: Il demonio. Cosa vuoi che abbiamo? Siamo così e basta.
LUI: Forse è per questo che ci siamo innamorati.
LEI: Innamorati? Quant’è che non pronunciavi quella parola. (scoppia improvvisamente a ridere) Ah, quella battuta del formichiere e del furetto, che ridere! Ogni tanto sono una brava comica. Dovrei scrivere una commedia su noi due.
LUI: Tu, scrivere?!
LEI: Sei un bastardo. Come mi hai detto l’altro giorno? “Sei la spegnitrice di entusiasmi”, e tu sai cosa sei? Colui che trita le persone fini fini come il soffritto, fino a ridurle a niente. (pausa) Ho bevuto troppo vino.
LUI: Annaffiamo i nostri dispiaceri nell’alcol.
LEI: Come George e Martha.
LUI: Sì. Forse stiamo diventando loro.
LEI (salta sul divano e grida): Chi ha paura di Virginia Woolf, Virginia Woolf, Virginia Woolf!
LUI: Tu no, cara la mia mogliettina. Tu no.

Lui raggiunge lei sul divano e si abbracciano, in silenzio.

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