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Una coppia di mattacchioni vi invita a casa loro... Provate a dire di no!

sabato 22 agosto 2015

Entri la giuria!




Lui: Eccomi di ritorno.
Lei: Si torna e si ritorna.
Lui: Cos'hai? Non mi saluti?
Lei: Certo che ti saluto, vieni qui oh mio bel maritino che ti darò un bel bacino!
Lui: Ubriaca già a quest'ora!
Lei: Sono ubriaca di costituzione, io.
Lui: Allora non bere più.
Lei: Taci.
Lui: Sei pronta?
Lei: Non si è mai davvero pronti per una visita di tua madre.

Lui: Per una volta: perché non la lasci parlare?
Lei: Ho già deciso: conto le pecore mentre lei parla.
Lui: A cosa devo questo grosso regalo?
Lei: Voglio dimostrarti che so essere anche civile, se voglio.
Lui: Vuoi qualcosa in cambio.
Lei: No, non voglio nulla, per chi mi hai preso? Per una baldracca da strada?
Lui: Sst. Eccola.
Lei: Come fai a saperlo? Ancora non ha suonato, per Dio.
Lui: Sento la sua presenza.
Lei: Quel cordone... sei sicuro che l'hanno tagliato?
Driiiiiiiiiiin!
Lui: Ciao mamma. Non dovevi, la crostata di pesche...
Lei: Buongiorno signora. (uno, due, tre, per una volta dico una non potrebbe comprare una fottuta torta invece di mettersi a fare quella merdosa crostata? Ha l'artrite che la divora!)
La madre: Buongiorno. Tieni la crostata.
Lei: Grazie (quattro, cinque, sei... se non la dà in mano a me potrebbe venirle un colpo).
Lui: Aspetta che ti tolgo il cappotto.
Lei: (sette, otto, nove, ma crepa stupido leccapiedi ruffiano di un figlio mammone).

Più tardi, durante il pranzo.
La madre: Questo pollo comprato è davvero stopposo.
Lei: L'ho cucinato io (dieci, undici, dodici e tredici, tiè! perché non pensa per il suo collo pendulo?)
Lui: L'ha cucinato apposta per te perché sa che ti piace il pollo.
La madre: Pollo? A me piace il pollo? Sparatemi un colpo, che è meglio.
Lei: Prendo la pistola. Scherzavo (quattordici, quindici, io la strozzo, parola mia).
Lui: Come vanno le tue ossa?
La madre: Come vuoi che vadano? Come sempre. Tu, piuttosto, ti vedo dimagrito. Quel che metti giù tu, prende lei.
Lei: Che cara signora quasi quasi le... (sedici, diciassette... che sfacciata, attacco frontale, sto per cedere).
La madre: Certo, almeno uno straccio di nipote potevate farmelo.
Lei: (diciotto... cosa c'entra, per la Madonna?)
Lui: Vuoi un po' di vino, mamma?
La madre: No, le donne che bevono non le ho mai sopportate.
Lei: (diciannove... se non la smette le tiro la torta, mi sta provocando... venti, ventuno)
Lei si versa un bicchiere di vino pieno fino all'orlo, lo alza verso la suocera e lo beve tutto d'un fiato.
La madre (tra i denti): Che razza di ubriacona...
Lei: Come, prego?
La madre: Dicevo: questa insalata è proprio buona.
Lei: Certo, come no! L'insalata è buonissima e il pollo un incanto! Non mi fa fessa, signora. Con le sopracciglia alzate e la bocca spremuta come il sedere di una gallina non è affatto credibile. E la sua fottutissima, asprissima crostata di pesche? Esistono decine, che dico decine, milioni di altre torte, lo sa? Sembra che la faccia con lo sciroppo per la tosse. Ho resistito finché ho potuto. Direi che ventuno è un bel record, caro. Considera il mio carattere tempestoso, per Dio.
Lui (guarda l'orologio): Meno di dieci minuti.

Più tardi.
Lei: Non c'era bisogno di attaccare il numero ventuno in salotto. Questo sarcasmo da quattro soldi puoi anche risparmiartelo.
Lui: Di solito arrivi a zero virgola cinque.
Lei: Taci. Versami da bere.
Lui: Agli ordini.
Lei: Lo considero un vero successo, sto andando nella direzione giusta.
Lui: Sì, contro un muro.
Lei: Un bel ventuno, niente male. Non capisco proprio perché se n'è andata così in fretta. In fondo non è andata peggio delle altre volte.
Lui: Oh certo, questa volta almeno i vicini non sono venuti a suonare alla porta e non ci sono stati feriti gravi. Direi che è andata benissimo.
Lei: Perché mi sale questa voglia... non di divorziare, no, troppo facile, come di... investirti con l'auto mentre faccio retromarcia? E sai quanto vado veloce in retromarcia.
Lui: Vivevo con Sylvia Plath e non lo sapevo. Una vera poetessa!
Lei: Io invece che vivo con un furetto mammone?
Lui: Versami da bere.
Lei: Non rubarmi le battute, discolaccio.
Lui: Una povera vecchia trattata come una scarpa vecchia...
Lei: Entri la giuria! Questa donna: ubriacona, sboccata, sudicia, grassa, che malmena le vecchiette, non merita forse la sedia elettrica? Avanti, esprimete il vostro voto!
Lui: Andiamo a dormire.
Lei: Sì, lasciamo che i giurati ci dormano sopra.
Lui: Mi ami?
Lei: Certo che ti amo, mollaccione che non sei altro.

Si baciano.

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