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Una coppia di mattacchioni vi invita a casa loro... Provate a dire di no!

mercoledì 7 ottobre 2015

Il piccolo bastardo


Lei (si riempie la bocca di patatine): Il primo giro.
Lui: Come? Non parlare con la bocca piena, razza di maleducata.
Lei: Il primo giro, dicevo, pezzo di salomonico sacerdote del tempio.
Lui: Cosa vuol dire?
Lei: Ho fatto il primo giro in giostra, ieri.
Lui: Cosa intendi? Sei ubriaca.
Lei: Ieri ho guidato la macchina per la prima volta, e da sola.
Lui: Come?! Tu non hai la patente.
Lei: Certo che ce l’ho. L’ho presa ieri, imbecille! Mica avrai creduto a quella storia che andavo a dare lezioni di violoncello a domicilio. Che risate mi facevo tra me e me a inventare quelle storie sul ragazzino disadattato che io facevo rifiorire con la musica.
Lui: Perché non avrei dovuto crederti, oh mia mogliettona?
Lei: Già, il solito credulone. Avrei potuto avere una storia con un bel fusto e non ne avresti saputo nulla. Che noia, questa fiducia!
Lui: Ohi bo’, questa è bella! Anche la buona fede viene vilipesa… che tempi!
Lei: No, ti prego! Dimmi che non ho sentito quelle parole, dimmi che me le sono sognate, per Dio! Fammi credere che sono sprofondata in una dimensione spazio-temporale parallela! Il Re Sole si è re-incarnato nel mio consorte… “Vilipesa”, puah!, ma crepa.
Lui: Allora, questo primo giro, vuoi dirmi cosa hai provato? Guidare l’auto ha moltissimi significati. Riguarda l’indipendenza e il sentirsi capaci di andare da sé dove si vuole.
Lei: Sì, è finito il tempo della prigionia! E' finita la schiavitù! Non mi hai mai permesso di prendere la patente, ho dovuto farlo di nascosto, che dittatore. Non hai mai voluto che mi rendessi indipendente, despota…
Lui: Che idiozie vai dicendo? Da quando ci conosciamo non faccio altro che dirti di prendere la patente, tanto ero stufo di scarrozzarti dal parrucchiere o dall’estetista.
Lei: Era un privilegio, cialtrone! Volevo farmi servire come una vera signora. Sto scherzando, non so perché non mi sia mai interessata, meglio non andare troppo a fondo, magari viene fuori che avevo una madre castrante e un padre assente. Versami da bere!
Lui: Ecco un bel bicchierone di gin e soda per la mia moglie auto-munita!
Lei: Sentilo, il vampiretto. Insomma ho preso la macchina (non la bici, come credevi tu, del resto quando sviolini non ti accorgi di nulla, ti potrebbero portare via anche le mutande o la casa) e mi sono fatta il mio giretto. Che sensazione mitica, come un viaggio nel Far-West. Mi sono messa lì e sono andata a caso, in giro per le strade del mondo, le pianure e le praterie. In città, fuori città, a Springfield… Sì, sono arrivata fino a lì! Ho preso a cantare a squarciagola, a fumare col braccio fuori dalla finestra (rischiando di finire nel fosso), andavo piano, poi veloce come in un circuito di formula uno… Potevo fare il comodo mio. Viaggiavo dentro me stessa! Che profondità, non si scherza, sai? Mica solo tu puoi fare le prediche e i sermoni. ​Non fare quegli occhi da vittima di un disastro aereo - non andavo poi così forte. Ho preso solo un marciapiede e il sedere di un’altra auto. Non ho mai capito se si dice paraurti o parafango! Che grande intrattenitrice che sono.
Lui: Cosa? Hai avuto un incidente?
Lei: Scherzetto. E’ stato terapeutico, più dei concerti o di quello stupido psicanalista. Anche lui diceva: prenda la patente, prenda la patente.
Lui: Mi ero affezionato a quel piccolo bastardo.
Lei: Cosa dici?
Lui: Quel ragazzino a cui davi le lezioni…
Lei: Anch’io! Stiamo messi bene, innamorati di un piccolo bastardo inventato.
Lui: Come Martha e George. (canta) Chi ha paura di Virginia Woolf? Virginia Woolf? Virginia Woolf!
Lei: Già. Adottiamone uno!
Lui: No, non possiamo arrivare ad un tale livello di egoismo, così centrati su noi stessi da non accorgerci che non potremmo volergli bene e dargli un futuro sereno… non è da noi, non trovi?
Lei: Certo che con te è sempre tutto difficile. Con questo analizzare, tagliare e ricucire, cazzo. Leggerezza, ecco di cosa hai bisogno. Cosa ci manca per poter essere due genitori? Dopo tutti questi anni di fidanzamento, di matrimonio non vorrai dirmi che hai questa immagine della famiglia perfetta, infiocchettata, ipocrita? Tu impregnato di luoghi comuni?
Lui: Non saremmo dei buoni genitori, e prima lo accettiamo, prima ci sentiremo liberi.
Lei: Sei crudele. Lo sai vero che per una donna questa è una coltellata? Lo spirito materno per definizione è donna.
Lui: Tu impregnata di luoghi comuni?
Lei: Sarei disposta a rinunciare alle mie libertà. Lo coccolerei, lo amerei, assisterei al suo primo giro in triciclo, al suo primo giorno di scuola… al suo crescere e staccarsi da me… Sarei disposta a rinunciare a tutto.
Lui: Ne sei certa?

Silenzio.

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