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Una coppia di mattacchioni vi invita a casa loro... Provate a dire di no!

domenica 18 ottobre 2015

Un'altra placida domenica di coppia


Lei: No, no, come ho potuto ucciderla... Perché sono arrivata a tanto... è tutta colpa tua, lurido... 
Lui: Ehi, svegliati. 
Lei: Oddio, è stato un sogno... 
Lui: Sì, questa volta l'hai addirittura uccisa. È un vero spasso guardarti sognare. 
Lei: L'ho uccisa, e allora? Lascia che il mio inconscio si sfoghi almeno in sogno, per Dio. L'avevo spinta giù dalla finestra. Come faresti senza la tua adorata mammina? 

Lui: Sei incorreggibile. 
Lei: Che ore sono? 
Lui: Le dieci di una placida domenica mattina; il cielo è sereno e la temperatura tiepida. Ogni cosa è al suo posto. 
Lei: No, dimmi che sto ancora sognando. Fai i sermoni anche appena svegli? Sei senza cuore. 
Lui: Un'altra bella placida domenica di coppia. 
Lei: Tocca a te alzare le tapparelle. 
Lui: Sei sicura? 
Lei: L'uomo deve servire la donna, da qualche parte devono averlo scritto. 
Lui (si alza e va ad alzare la tapparella): Obbedisco. 
Lei: Bravo, obbediente e dolce il mio tesoro. 
Lui: Cosa facciamo oggi? 
Lei: Non si fanno domande a quest'ora della domenica mattina. Fammi riprendere forma. Avrò il volto tutto stropicciato come una cartaccia in un posacenere... 
Lui: Sì. 
Lei: Crepa! Menti almeno! Non ci sono più gli ometti di un tempo. 
Lui: Sei una favola. 
Lei: Dio che voglia di picchiarti... Quel sogno mi ha sconvolto. Mi sembrava reale! 
Lui: È perché ieri abbiamo rivisto "La donna che visse due volte", ricordi? 
Lei: Ah, già. Che titolo merdoso. "Vertigo" era molto più bello. I distributori italiani sono dei veri idioti. 
Lui: Sono d'accordo. Che donna quella Kim Novak. 
Lei: Vattela a prendere! Come minimo avrà ottant'anni suonati! 
Lui: Allora? Che facciamo? Un giretto al lago? 
Lei: Santissimo Illuminato Iddio, Evangelico, Apostolico e Onnipotente... Ma non potresti dire per una volta: "Andiamo a strafogarci di pesce al lago"? Non lo facciamo mai quel maledetto "giretto" del cazzo! 
Lui: Un raro esempio di poesia contemporanea. Perché questa mattina nomini Dio ogni due per tre? Non è che stai per avere una conversione mistica? 
Lei: La conversione dell'innominata. Sono stata cresciuta dalle suore, ecco perché. Se fossi stata tirata su in un bordello, direi... 
Lui (le salta addosso e le copre la bocca con una mano): Ho capito, taci, oh mia mogliettona. 

In auto 
Lui: Potremmo farlo oggi quel benedetto giro al lago, invece di fiondarci al Ristorante e iniziare a bere. I gestori quando arriviamo alzano gli occhi al cielo. Arriviamo troppo presto. 
Lei: Forse sbuffano per la tua facciaccia! Ah, che ridere. E va bene, facciamolo il tuo girettino, però appena arrivati, altrimenti dopo l'abbuffata, chi ce la fa a mettersi in moto e girare attorno a quel merdoso laghetto? 
Lui: Quando si dice: ho sposato una graziosa donzella. 
Lei: Oggi non ti va bene niente di quello che dico o faccio. Cos'hai? 
Lui: Sì che mi vai bene. (pausa) Prima, quando ci siamo svegliati a casa, ho sentito come una fitta al petto. 
Lei: È l'ernia iatale. 
Lui: No, era la mancanza di qualcosa. 
Lei: Quando la smetterai di attribuire significati deliranti alle coliche o ai crampi o a quel diavolo di dolore al petto, la vita sarà davvero più beata, sai? 
Lui: Chissà forse era la mancanza di un figlio, di un qualcosa di terzo rispetto a noi due. 
Lei: Ti annoio. 
Lui: No, non ho detto questo. 
Lei: Riprendiamo quelle carte per l'adozione dal bidone. Si era deciso che era meglio lasciare stare. 
Lui: Già. Ma questo tipo di decisioni sono così complicate che un minuto pensi una cosa e poco dopo la pensi in maniera del tutto opposta... 
Lei: Lo dici a me? 
Lui: Ecco il lago! Guarda che bei riflessi. 
Lei (si asciuga le lacrime): Io non li vedo. Non vedo nulla in questo momento. 

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