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Una coppia di mattacchioni vi invita a casa loro... Provate a dire di no!

lunedì 4 gennaio 2016

Un po' di sangue e arena - Il primo dell'anno di lui e lei


Lei è seduta di fronte allo specchio della stanza da bagno, nuda.
Lui (dalla camera): Parla più forte, col rumore del phon non riesco a sentire ciò che vai blaterando.
Lei: Caro, mi porteresti un asciugamano? Mi sento così stanca che non potrei nemmeno percorrere il tragitto bagno-stanza. Ho come la sensazione di aver perso le gambe. Che condanna il primo gennaio.
Lui: Se avessi bevuto un po’ meno ieri sera, forse ora avresti ancora sembianze umane.
Lei: Se sono un fiore appena sbocciato!

Lui: Come no. Ecco il tuo asciugamano. Che c’è? Perché mi guardi con quegli occhi languidi?
Lei: Languidi un corno! Quale altro stratagemma ci è rimasto se non quello di ubriacarci per sopportare un altro noiosissimo, lugubre capodanno dai Lewis? Dimmelo, su, dimmelo, mollaccione mio.
Lui: Non andarci?
Lei: La solita, eterna diatriba. Perché mi ostini ancora a porti certe domande lo so solo io, anzi non lo so nemmeno io. Ormai la conosco la tua fottuta risposta, è sempre la stessa.
Lui: Ora rispondi tu: perché non potremmo starcene soli soletti il trentun dicembre?
Lei: Un invito non si rifiuta! Le convenzioni sociali, che tu lo voglia o no, vanno rispettate. E poi… non so come spiegarlo, ma mi fa ancora più tristezza l’idea di stare a casa con te. Mi sale un’ansia…
Lui: Grazie, cara, che bella dichiarazione d’amore! Un bellissimo inizio anno!
Lei: Non fraintendermi, testa di rapa… Mi sembrerebbe come di restare chiusa dentro una scatola di cartone senza buchi per l’aria.
Lui: Sempre meglio!
Lei: È difficile da spiegare. 
Lui: Una cosa non va e l’altra neppure, giusto?
Lei: Esatto. L’unica è partire, allora sì che ci si sente leggeri come l’aria.
Lui: Già, come quella volta in Italia.
Lei: Ma forse sono i luoghi sconosciuti che donano fulgore a ogni cosa, che condizionano anche le sensazioni e i sentimenti!
Lui: Forse sì.
Lei: Quando mi dai ragione ti strozzerei con queste mani, per Dio! Ci vuole un po’ di sangue e arena per tenerci vivi! Dammi della pazza, della visionaria, grida che vuoi fuggire via da me…
Lui: Vado a versarti un goccio di gin.
Lei: Bravo, stavo per chiedertelo.
Lui: Perché hai quegli occhi tristi? Non negare, sono tristi.
Lei: C’è poca vita e molta morte nella nostra vita, lo sai?
Lui: È tutta una questione di percentuali, è per tutti così.
Lei: Boh.
Lui: C’è qualcosa che ignoro che ti angoscia su questa storia dell’ultimo giorno dell’anno, una vecchia storia, un terribile segreto… Ogni anno salta fuori questo tuo straniamento.
Lei: Sì, deve essere così.
Lui: Parla, allora, perché non parli?
Lei: Non ricordo nulla, ma deve essere così. So che è così.
Lui: Fatti guardare.
Lei si alza in piedi e osserva lui che sta rimirando la sua immagine nello specchio.
Lei: Sono ingrassata oltre ogni misura, diavolo.
Lui: Già. Una bella porchettona!
Lei: Oh caro caro maritino mio! Sei così dolce a tentare di portarmi via dai miei orrori con i tuoi complimenti! Puah, sei un uomo, cosa posso farci? Sei un vero bastardo.
Lui: Tutti gli uomini sarebbero dei bastardi allora?
Lei: Non tutti, tu, tu.
Lui: Pensavo di trovarmi di fronte ad una di quelle malsane generalizzazioni in cui vi lanciate voi donne quando non sapete dove appigliarvi.
Lei: Forza, su, su, ragazzi, entrate in aula! Il grande psicanalista Junghiano ha già attaccato la sua lezione! Ma crepa, specie di diavolo mascherato da santo!
Lui: Non è vero che fate così?
Lei: Punto primo: io non amo essere associata alle altre donne, difendo me stessa e la mia individualità in tutto e per tutto. Secondo punto: nel tuo caso hai ragione, avrei davvero poco a cui appigliarmi, come dici tu, soprattutto dalla cintola in giù. Terzo punto: dov’è il gin che mi avevi promesso?
Lui: Complimenti, oh saggia pizia, che bella disquisizione, davvero notevole e articolata. Troppo astrusa in certi punti.
Lei: Non hai detto quelle tre parole, dimmi che non le hai dette… “Pizia”, “disquisizione”, “astrusa”… sarebbe stato meglio se mi avessi sparato un colpo! Dio quanto odio questo tuo ostentare parole di quel genere.
Lui: Strano che tu non li abbia chiamati “paroloni”, in genere è così che li chiami.
Lei: Taci, balordo. Versane di più, avaro!
Lui: Le promesse del mattino vengono infrante ogni sera: “Dio non toccherò più alcol per un mese, che nausea!”
Lei: Non sono un esempio di coerenza, mi contraddico mille volte al giorno, e allora? 
Lui: Sei adorabile.
Lei: Non dici sul serio, hai detto “porchettona”.
Lui: Baciami, lo sai che mi piace scherzare.
Si baciano.

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